Nel 2016 l’Italia è stata in deflazione per la prima volta dal 1959.
Sinteticamente possiamo dire che l’INFLAZIONE c’è quando i prezzi salgono, e la DEFLAZIONE c’è quando i prezzi calano.

INFLAZIONE, DEFLAZIONE, POTERE D’ACQUISTO, VALORE DEL DENARO : per capire meglio questi concetti e cosa è l’inflazione e perché non è sempre positivo il calo dei prezzi, ecco una semplice storia tratta  dalla rete.


L’INFLAZIONE
Un bambino di nome Nicolò decide di risparmiare per alcuni mesi una parte dei soldi ricevuti con la paghetta per comprare un gioco che costa molto.

Il giorno in cui ha visto in vetrina quel gioco il prezzo era 100 euro.

Nicolò con costanza e sacrificio riesce a risparmiare i soldi necessari per comprare il gioco.

Ormai è passato quasi un anno, va al negozio e con sua immensa sorpresa si accorge che purtroppo il prezzo non è più 100 euro ma aumentato a 110 euro.

Il bambino stupito e anche un po’ arrabbiato entra nel negozio chiedendo al negoziante cosa sia successo, perché il prezzo del gioco sia così aumentato.

Il negoziante risponde semplicemente con la parola INFLAZIONE.

Nicolò esce di corsa dal negozio, va dalla mamma e le chiede: mamma ma che cosa è l’inflazione? Perché fa aumentare il prezzo delle cose?

La mamma allora gli spiega che l’inflazione indica il fenomeno dell’aumento dei prezzi nel tempo. Per misurare l’aumento si utilizza il tasso di inflazione che è il risultato di una formula matematica che confronta i prezzi di uno stesso bene in due diversi anni dando un risultato percentuale della variazione di prezzo.

Nel caso del gioco di Nicolò di iniziali 100 euro e successivi euro 110, la formula è: (110-100)/100=0,10 ovvero in termini di percentuali =10%. Quindi il gioco di Nicolò è aumentato del 10% in un anno.

In economia l’inflazione è l’incremento medio generale dei prezzi in un determinato periodo. Per il calcolo vengono presi in considerazione un insieme di prodotti e servizi, detto “paniere”, su cui si calcola la variazione media del prezzo del paniere.

Come ha potuto verificare il nostro amico Nicolò l’aumento del prezzo del suo gioco ha comportato la diminuzione del suo potere d’acquisto perché la moneta ha perso valore cioè con ogni singola moneta si può comprare meno. Oppure viceversa per comprare uno stesso oggetto ci vogliono più monete, proprio come nel caso di Nicolò che per comprare il suo gioco ha bisogno di più soldi. 

Nicolò, incuriosito, chiede ancora alla mamma perché si verifica l’inflazione e perché aumentano i prezzi?

La mamma gli spiega che ci sono diversi motivi per cui possono aumentare i prezzi (aumentano i costi per produrre, cresce la domanda/richiesta di un bene da parte dei consumatori rispetto all’offerta sul mercato, l Banca Centrale stampa più moneta e maggior disponibilità di moneta in circolazione da spendere fa aumentare i prezzi.)

L’inflazione è positiva o negativa?

È positiva quando rimane ad un livello contenuto, perché indica che l’economia cresce ma in modo controllato ed equilibrato. 

È negativa quando raggiunge livelli elevatiperché la moneta si svaluta (perde di valore) e chi ha un reddito/stipendio fisso si impoverisce perché sono sempre meno le cose che può comprare.

Inoltre aumenti continui ed elevati di inflazione possono determinare una pericolosa spirale inflazionista. I prezzi aumentano, i lavoratorichiedono un maggior stipendio per comprare prodotti più cari, i salari maggiori sono un maggior costo per l’impresa che aumenta ancora di più i prezzi del prodotto da vendere per poter ancora guadagnare e via così con una rincorsa senza fine.

Quindi l’inflazione è un fenomeno che va tenuto sotto controllo. 

Attualmente l’inflazione non è un problema perché l’economia non cresce e perché l’importazione di beni da altri Paesi emergenti (a prezzi più bassi) mantiene la competitività sui prezzi impedendo aumenti eccessivi.

  LA DEFLAZIONE

Esiste anche una situazione opposta, cioè il calo dei prezzi, detta deflazione che è molto più pericolosa dell’inflazione

Se Nicolò al negozio di giochi avesse trovato il suo gioco ad un prezzo non di 100 euro, ma di 90 (sceso quindi del 10%), sarebbe stato contento. La  mamma gli spiega che se il calo del prezzo avviene per tanti prodotti genera il fenomeno della deflazione. Il contrario dell’inflazione.

Seppur apparentemente positiva la diminuzione dei prezzi rispetto all’aumento, la deflazione se prolungata nel tempo e generalizzata è segno di un rallentamento della crescita economica e in questo caso di parla di deflazione “cattiva”intesa come fase di recessione o crisi economica che determina la riduzione dell’occupazione.

Il calo dei prezzi, infatti, genera incertezza, se i prezzi cambiano non si sa cosa accadrà domani. Se i prezzi scendono la persone rimandano gli acquisti perché domani le cose costeranno meno.

Questo calo di acquisti e domanda toglie energia al motore dell’economia che rallenta. Si riduce la produzione e di conseguenza i salari e l’occupazione, il calo della domanda causa un ulteriore contrazione della produzione che innesca la mina esplosiva della spirale deflazionistica. 

Ladeflazione è invece “buona”quando la diminuzione dei prezzi nasce dalla riduzione dei costi di produzione, per esempio, per la diminuzione dei costi dei singoli fattori produttivi (lavoro, materie prime, energia), dall’innovazione produttiva e da un mercato globale più concorrenziale (prodotti fabbricati in paesi a basso costo produttivo come la Cina). 

La cosa migliore per l’economia è che i prezzi rimangano stabili in media, cioè se il prezzo di un prodotto diminuisce ma quello di altro aumenta l’effetto si compensa azzerando la variazione.

In economia, stabilità dei prezzi vuol dire un’inflazione al 2%, considerata “sana inflazione” perché tiene conto dell’aumento del prezzo per il miglioramento della qualità del prodotto (un prodotto migliore e innovativo ha un prezzo più alto di un prodotto simile ma meno innovativo o di minor qualità). 

Attraverso le politiche economiche le Banche Centrali intervengono per tenere l’inflazione ad un tasso buono per l’economia e alimentano il motore dell’economia togliendo o mettendo “benzina”.

Elvio Vivaldini

 
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