Sannazzaro 2 675

Lavorando a Milano, ieri* non ero in zona.
Non ho whatsapp.
Vivevo il mio beato isolamento.
Poi, alle 16,30 suona il cellulare.
Mia moglie. Aspettavo la sua chiamata per concordare un impegno prima di cena.

Io : "Dimmi.... si tra un pò esco prendo il pullman e....." 
Lei : "No... aspetta..."
Il tono della voce non era il solito. Decenni di frequentazione ti permettono in un nano-secondo di transcodificare con scarsissimo margine di errore il sentiment dietro le parole.
Lei “E’ successo qualcosa di brutto…”


Si tenga conto che l’ultima volta che sentii queste parole per telefono fu quando mio figlio, anni fa, si rovesciò addosso il pentolino del brodo bollente. Allora la new mi fu data da mio suocero.
Qualcosa-di-brutto…. Non un’affermazione come le altre. 
In quel Qualcosa-di-brutto, c’è l’apertura di fronte a te del precipizio. La vertigine. 
Io “dimmi… cosa è successo…”. Cosa c’è in fondo al precipizio, visto che devo cadere ? (perché in quel Qualcosa-di-brutto era prevista la caduta assolutamente certa nel vuoto. Unica risposta da dare era cosa mi aspettava al termine del volo nel vuoto).

Lei “E’ scoppiata la raffineria….”
Boom !!!
Non credo sia passato un secondo intero e la mia mente mi ha messo in bocca una semplice parola, una constatazione, una presa d’atto. 
Io “Ecco…”.
Ecco sta per lo sapevo, lo immaginavo, era prevedibile, era ovvio, era scontato.  
Immediatamente entro nel sito del Comune di Sannazzaro
Niente : sito non raggiungibile.
Quando attaccarono le torri gemelle, i siti dei quotidiani erano irraggiungibili : troppi accessi, siti fuori uso.
Giro sul corriere.it….. 
Renzi che difende il “SI” al referendum. Il Petrolio che sale di prezzo.
La Borsa di Milano in positivo. 
Ma del “Boom” no news.
Niente…  
Monica avrà esagerato… 
Sarà stato uno dei tanti troppi “piccoli” incendi scoppiati negli ultimi anni, quando la manodopera low-cost ha rimpiazzato quella locale, causa questa, a detta di molti, del degrado manutentivo e dell’incremento degli incidenti.
Avrà esagerato…
Riprovo il Comune…. 
Niente.
Monica avrà esagerato ….
Controllo la mia mail : la news letter comunale che avvisa puntualmente ogni evento (fuochi d’artificio, sagra del riso, amatriciana, banco alimentare, buoni scuola … etc..), mi avviserà di una roba così grave ?
Niente.
Monica avrà esagerato ….

Controllo i messaggini. Ho lasciato il mio numero al Comune per essere avvisato, nell’ambito del Piano di Emergenza, proprio per situazioni come queste-
Niente.
Monica avrà esagerato … Ormai è certo. 
Va bè, dai . Meglio così.
Si, dai, la Monica esagerava.
Mentre penso questo, riprovo il corriere.it….
Boom !!!… Eccola ! 
Una fotina a metà pagina di un impianto in fiamme. 
Allora è vero…. 
Chiamo casa e mi faccio aggiornare sulla situazione.
Preoccupazione, ma niente di non già vissuto (purtroppo).
Ad un certo punto arriva la botta.
Una botta che mi ha fatto male. Molto male.
Mi chiama mio figlio e mi dice “Papà, qui è tutto nero…., fuliggine…. Tutti stanno lasciando il paese”. 
Stanno lasciando il paese ?
Ma come ? 
A scrivere queste cose ho ancora la pelle d’oca.
Immagino colonne d’auto in coda verso le strade di uscita. Ma poi dove vanno ?
Mi vengono in mente i film catastrofici americani con le famiglie intere nelle loro grandi Ford in marcia verso la salvezza, con la radio che diffonde messaggi da paura. 
Ma la botta, non è questa. No.
La botta è quella che arriva quando dall’altro capo del telefono Mirko mi dice “Papà, perché non ti fermi a Milano a dormire dalla nonna ?”.
“No… cioè.. in che senso…. ma come…. C….o li è casa mia… Io abito lì”
Una sensazione tremenda.
Penso al simbolo “Home” di Explorer.
La casa, il luogo da cui si parte e a cui si arriva. Sempre. 
Il luogo conosciuto e protetto per definizione. 
Il viaggio di ritorno verso la Lomellina è stato un viaggio che non dimenticherò più…
Non tornavo alla mia “Home”. Tornavo verso un luogo stuprato, violato. 
Mi sentivo a disagio. Non capivo, ero confuso : come diavolo faccio a provare questo sentimento di disagio se sto tornando a casa mia ? 
Tornavo verso il luogo che, quella mattina, avevo lasciato come il posto più amato al mondo e lo ritrovavo alla sera come un posto nemico, inospitale. 
Casa, famiglia, me stesso.
Arrivo a casa e la vicina, uscita per depositare il sacco nero dell’indifferenziata, mi saluta con un panno sulla bocca “Ciao Elvio. Copritevi che è nocivo”.
Guardo il cielo nero. E’ sera. Ma è un nero strano.
Entro in casa, metto su Sky TG24 e c’è il collegamento da Sannazzaro de’ Burgondi.
La cronista sbaglia a pronunciare il nome del paese, sbaglia la distanza chilometrica (40 km da Pavia), parla della “raffineria pavese”. Sbaglia.
E io mi chiedo quanto abbia sbagliato a scegliere qui la mia “Home”.
La notte porta consiglio.
Stamattina c’è il sole e il nero della sera e della nube è sparito.
Resta il nero della rabbia, dell’incapacità di un territorio di non saper gestire emergenze che “Prima o poi arrivano”. 
Resta la rabbia nel constatare come l’inconsapevolezza e il fato, siano le caratteristiche principali a mitigazione di minacce come quella dell’impianto ENI. “Meno male che c’è il vento che spira verso Voghera…”.

Resta la rabbia nel vedere i lavori alla discarica, proprio a 100 metri dagli impianti esplosi.
Riusciremo a cogliere un elemento positivo da quanto è successo ?
Stop alla discarica , pretesa di controlli agli impianti e misure di emergenza efficienti ed efficaci.

Perché il “Big one”, l’esplosione della raffineria principale, oggi non è più un’ipotesi remota.
E da oggi nel mio simbolo personale della “Home” c’è una crepa.

 

* ieri=1/12/16 data dell'esplosione dell'impianto Eni Est alla Raffineria di Sannazzaro de Burgondi

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